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ROSCIGNO VECCHIA magic land

associazione culturale, concorso letterario, organizzazione di eventi per la valorizzazione del territorio nella Pompei del '900

Alcune poesie delle scorse edizioni

Targa "Premio Roscigno"


Roscigno vecchia

Gli alberi racchiudono la storia
con le foglie
riempiendo i cuori di emozioni
che ricordano il passato.
Le case invitano il vento
ad aprire le finestre, che lanciano la vita
del paese di una voltaverso il sentimento
che ne resta rapito.

Federica Crispino
Salerno


Una giornata a Roscigno Vecchia

Pietre che parlate pur tacendo,
esprimendo il duolo che vi portate dentro,
per questo abbandono sconsolato e triste
che credete di non meritare affatto.
Dolce è la quieta, ma irreale,
dolce il silenzio, però spettrale.
Solo si ode dalla piazza, in lontananza,
il rombo inquinante e fastidioso
del motosega di un taglialegna,
che per poco non traligna
e poco si concilia, con lo scampanio
d’una greggia, dall’armonioso suono.
Voi non accettate quest’abbandono;
per tutti i ricordi, le memorie
quante storie, rosee o grigie
potreste raccontare dei personaggi
che qui han lasciato le proprie vestigia.
Ma tant’è, l’uomo è immemore
non vuole ricordare le patrie storie,
ma si inorgoglisce di quest’abbandono
quando lo racconta a chi non è del posto.
Gente curiosa e chiassosa ti profana,
invece dovrebbero camminare in punta di piedi,
per non infastidire i ricordi
che sopiti amaramente stanno.
Non una voce, non un lamento,
non una risata
nè pianto di bambina,
dopo abbandonata
tutti si ricordano di Dorina.
Poi silenzio, silenzio, silenzio

Luigi Di Lascio
Pontecagnano


Roscigno Vecie
(Dialetto ladino veneto)

Se zla neti, fate de ghetu e de umbrii scuri,
tsenti al ventu fei su al scuru zna frese folade,
forsi è Dorina che se gire fra sti peri duri
duiandu a scondi cun li luccioli zna sugestion che va vie.
Ma l'incantu sparis zla luc dal dadman bunore.
Ere an soniu fatu da la fantasie,
che mole fore sta aparizion dal pasò,
purtandu al pensieru can che te eri redu
e la fantasie fade contre la rason.

Se nella notte, fatta di silenzi e di ombre scure,
senti il vento avvolgere il buio in una fresca folata,
forse è Dorina che si aggira fra queste pietre dure
giocando a nascondino con le lucciole
in una suggestione che si allontana.
Ma l'incanto sfuma con la luce del mattino.
Era un sogno creato dall'immaginazione,
che sprigiona questa apparizione del passato,
riportando l'animo a quando eri bambino
e la fantasia si opponeva alla ragione.

Daniela Megna
Albinia (GR)


Roscigno

Ruscinge è nu brillant d''o Celiente;
quanne ci' arrive, manche te l'aspiette,
te pare ch'è turnat' 'o Setteciente
e sient ca t' sbatte 'o core 'mbiette;

'a via te porta pe' nu stritte viche
che sponte all'intrasatte int''a na chiazza,
attuorn na curon' 'e case antiche
'a cuolle a' n'ate 'e mmure d''e palazze,

porte e ffneste songhe ll'uocchie 'nchiuse
'e na Madame, che pare sta apettanne
ca tornane 'e mestier, 'e mmode, ll'use
'e tutt''e ggente che luntane stanne

e tu, e n'ate, e chill'ate ancore
a mmane a mmane che t'avùote attuorne
'a sient, 'a vire, tutta pe' lla ffore,
'a vita che passaie a gghiuorne a gghiuorne:

'nterra, na quercia seculare è na culonna
d''e cchiù grandiose 'e tutt''e civiltà,
ie diche, a chille che dimane pònne:
"Nun v''a perdite, l'avit''a visita'."

Mario Sodano

Napoli


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    Roscigno Vecchia magic land

    dove siamo

    • Campania-Cilento (in english)
    • Campania.Cilento (in italiano)
    • Comune di Roscigno (Salerno)

    la storia

    La storia

    La data di fondazione di Roscigno, ex casale di Corleto Monforte, è ancora ignota.

    Di certo, però, si sa che verso la fine dell'anno mille fu costruito un convento dai Benedettini distante un miglio a sud dalla località oggi chiamata Piano, con accanto la Chiesa di S. Venere.

    I corletani, che possedevano terreni in quelle zone e soprattutto i pastori, i porcai e i bovari, trovavano disagevole percorrere ogni giorno la distanza intercorrente tra l'abitato e i loro poderi, circa quattro miglia in linea d'aria.

    Per questo motivo intorno al convento dei Benedettini alcuni Corletani cominciarono a costruire degli insediamenti.

    Le abitazioni divennero sempre più numerose finché non sorse un vero e proprio agglomerato che fu chiamato Roscigno poiché nella zona abbondavano gli usignoli, in latino "luscinia".

    Nel 1860 i cittadini di Roscigno aderirono con entusiasmo alla rivolta contro i Borboni e alla dichiarazione di annessione al Piemonte.In tutto erano 1500 anime armate che, aggregati alla colonna di Lorenzo Curzio, presero parte alla repressione dei moti filo-borbonici nell’avellinese, prima, e alla battaglia del Volturno, poi.

    Successivamente nel 1902-1908, in seguito a leggi speciali sui paesi franosi, gli abitanti di Roscigno furono costretti ad abbandonare Roscigno Vecchia per trasferirsi nel nuovo centro distante pochi chilometri più a monte.

    La Roscigno Vecchia, abbandonata, resta tuttora un luogo dal grande fascino.

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